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VERBANIA – 15.05.2019 – Nessun falso:

l’imputato va assolto. Così il Tribunale di Verbania ha chiuso oggi la vicenda penale del 57enne che due anni fa era stato denunciato dai carabinieri perché, in un orario in cui avrebbe dovuto svolgere lavori socialmente utili (percorso di messa alla prova per estinguere un reato) al comune di Ornavasso, fu “pescato” a un controllo stradale di routine. Da quella discrepanza è nata l’indagine che l’ha portato a giudizio con l’accusa di falso ideologico, dalla quale è stato assolto. È stato lo stesso pm Maria Portalupi, ritenendo che dalle prove acquisite (registri firmati, celle telefoniche e testimonianze degli altri dipendenti) non vi fossero gli elementi per una condanna, a chiedere l’assoluzione con la formula dubitativa o, quantomeno, per la tenuità del fatto. Per Gabriele Pipicelli, difensore del 57enne, il reato non sussiste dal momento che il foglio presenza non è un atto vero e proprio, ma una semplice annotazione. L’avvocato ha anche rimarcato che gli altri operai del Comune ascoltati dal giudice avessero confermato che l’uomo era sempre presente al lavoro, sottolineando peraltro la carenza nei controlli.