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VERBANIA – 19.06.2019 – È stato convocato

per le ore 21 di mercoledì prossimo e si terrà al teatro Maggiore il primo Consiglio comunale del mandato amministrativo 2019-2024. Con la nomina degli assessori e la surroga dei consiglieri “promossi” nell’esecutivo, s’è definita la mappa dell’Amministrazione Marchionini. Sono sette i punti all’ordine del giorno, tutti di natura tecnico-burocratica: convalida degli eletti, elezione del presidente e dei vice del Consiglio comunale, presentazione degli indirizzi generali di governo da parte del sindaco, nomina della commissione elettorale, indirizzi del Consiglio sui criteri delle nomine sindacali, istituzione delle commissioni permanenti di settore. A presiedere la prima seduta sarà Damiano Colombo. L’esponente di Fratelli d’Italia, unico eletto della sua lista, è diventato consigliere anziano dopo che Anna Bozzuto e Riccardo Brezza (i due più votati tra i consiglieri, davanti a lui nel numero di preferenze) sono stati nominati assessori. Incaricata e insediata la giunta, presentata ufficialmente lunedì e già convocata per domani, resta da definire chi sarà presidente del Consiglio comunale. La maggioranza ha offerto il posto a Giandomenico Albertella, sfidante sconfitto –di pochissimo– al ballottaggio, il quale è disponibile ad accettare ma ha chiesto un’intesa di natura politico-programmatica per suggellare il patto. Un sì definitivo ancora non c’è, anche perché non s’è ancora tenuta la riunione tra Albertella e gli eletti della minoranza (Lega, Forza Italia, Insieme per Verbania e Fratelli d’Italia). Se dovesse arrivare una fumata nera, difficilmente si ripiegherebbe su un altro candidato della minoranza e in maggioranza si aprirebbe il casting per questa importante figura istituzionale di garanzia.

Nonostante il clima collaborativo e le annunciate volontà di dialogo, la Lega va all’attacco della nuova giunta, che ha confermato un solo assessore uscente: “Sconfessato il lavoro di cinque anni – scrive il Carroccio in una nota stampa –. Soltanto un assessore è stato confermato, mentre tutti gli altri nomi sono nuovi. Si tratta di un dato politico/amministrativo di cui, in questa fase importante di ripartenza della macchina comunale, non si può non tener conto e che è necessario porre all’attenzione della pubblica opinione sotto la giusta luce”.

Secondo la Lega Marchionini è stata messa all’angolo dal suo partito, il Pd, che ha ottenuto cinque assessori su sette: “Ci ritroviamo con un sindaco depotenziato. Con quali strumenti potrà ora affrontare il prossimo quinquennio? Che potere decisionale conserva, valutato che si trova ad essere sotto assedio da parte di un partito, il suo, che non ne apprezza l’operato? Perché il Pd ha fatto carte false per stravolgere la giunta che dal 2014 al 2019 ha operato in città?”.