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VERBANIA - 19.10.2019 - il giudice è cambiato

e il processo è reiniziato da capo. Sono passati quasi sette anni dal giorno in cui Stefano De Angelis, meccanico di Cannobio che nell'alto Verbano gestisce il servizio di carro-attrezzi, andò al comando della Polstrada di Verbania per lamentarsi. Era il gennaio del 2013. Riteneva d'essere vittima della concorrenza sleale dei colleghi di Verbania, che sarebbero stati in qualche modo favoriti dalla Polstrada nel recupero di mezzi incidentati nella zona di sua competenza. Lo disse al comandante della sezione, alla presenza di un altro poliziotto. Quello sfogo, che riferiva fatti circostanziati, divenne una relazione appreso della quale il viceispettore citato sporse denuncia.

​Diffamazione è il reato per il quale il meccanico è a processo dal giudice di pace di Verbania. Il procedimento, apertosi nell'aprile 2018, era quasi giunto ​l suo epilogo se non che, dopo le dimissioni del giudice di pace Carlo Crapanzano e l'assegnazione del fascicolo all'altro magistrato onorario Silvia Terracciano, s'è dovuto ripartire da zero. Nell'udienza di ieri è stata rinnovata l'istruttoria. De Angelis, difeso dall'avvocato Ferdinando Brocca (il poliziotto è parte civile con l'avvocato Elena Parsi), non ha accettato che fossero acquisiti i verbali delle numerose testimonianze raccolte nelle precedenti udienze. S'è così ripartiti dall'esame della parte offesa, che ha ricordato, sia il momento in cui si sentito diffamato, sia gli screzi con De Angelis, ribadendo però di non averlo mai danneggiato.

Dovrà attendere anche l'ultimo teste atteso del primo processo. L'attuale dirigente della Stradale, infatti, ha recuperato il registro delle chiamate raccolte della centrale operativa con il relativo smistamento al carro-attrezzi. Registro che la difesa chiedeva fosse acquisito già in fase di indagine e che il precedente giudice aveva disposto forse portato in aula. Il processo, su cui incombe la prescrizione, è stato aggiornato a marzo.