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VERBANIA - 27-09-2020 -- Un gancio di metallo,

l’attrezzo con cui il fuochista ripuliva la caldaia del motore, è tutto ciò che è stato portato in superficie del relitto del battello Milano. Un piccolo pezzo di metallo che, da ieri, sormonta il cippo di pietra che, nel parco di Villa Giulia a Pallanza, ricorda e omaggia le vittime dell’affondamento del piroscafo Milano. Ieri, 76° anniversario di quel fatto, il prefetto Angelo Sidoti, il sindaco Silvia Marchionini, il vicepresidente della Provincia Rino Porini e i membri della sezione locale del Comitato 10 febbraio (promotore dell’iniziativa) hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione del monumento che fissa un momento doloroso della storia del ‘900, in passato spesso controverso. Sul Milano, che nonostante il divieto imposto dalla Navigazione Lago Maggiore al comandante, salpò da Laveno per trasbordare i passeggeri a Intra, viaggiavano alcuni militari della Gnr. Si temevano attacchi arei alleati, come quello che il giorno precedente aveva provocato morti civili a Intra. E così accadde. Il piroscafo, mitragliato e in fiamme, andò alla deriva sino alla Castagnola. Qualcuno fu tratto in salvo, altri morirono prima che lo scafo si inabissasse, ritrovato solamente pochi anni fa dai sommozzatori dei vigili del fuoco, che hanno estratto il gancio donato al Comitato 10 febbraio. Finora il ricordo delle vittime -un numero imprecisato- del Milano era custodito da partiti e associazioni di destra. Con la cerimonia di ieri, alla presenza delle istituzioni, s’è idealmente cristallizzato come un fatto storico nella memoria di chi, innocente, perse la vita.

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