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filo spinato margherita

OMEGNA - 27-01-2021 -- Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, ricorrenza istituita per commemorare le vittime dell'Olocausto e per interrogarsi, ancora e sempre, sulla Shoah.
Affinché il ricordo della Shoah sia utile, la memoria non deve limitarsi all’indignazione e alla denuncia morale contro i crimini feroci del passato, perché la memoria abbia un senso, è importante un impegno collettivo incentrato sulla  volontà vera e sincera di conoscere per poi riflettere con coscienza al fine di evitare che il male del passato si ripeta oggi e nel futuro.


Quello attuale è indiscutibilmente un momento storico  difficile che, in alcuni casi,  sta  esacerbando conflitti già presenti, moltiplicando pregiudizi e minando la fiducia nelle istituzioni e nella democrazia; proprio oggi, quindi, è più che mai necessario considerare la memoria del passato come importante punto di partenza per costruire un futuro più giusto, equo e umano.
E’ fondamentale appellarsi ai valori che hanno costruito le nostre democrazie nel dopoguerra e da lì ripartire per creare, stringendo forte a noi il senso di comunità e di appartenenza al genere umano, quel domani che auspichiamo migliore per tutti.
Un’intensa riflessione, scevra da ogni retorica, in questo giorno tanto ricco di significato ce la propone Sara Rubinelli, assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Omegna.


Ecco le sue parole: “Questo giorno non è solo un ricordo tristissimo di un passato che non dovrà tornare mai più. La memoria ci deve supportare nel ricordare e sottolineare concetti deleteri per la società e che noi, oggi, dobbiamo saper sconfiggere e sradicare. Non basta ricordare che la guerra è una brutta azione, perché esistono forme verbali e di relazioni altrettanto deleterie per quel progresso a cui l’essere umano tende, ovvero:
- Il falso proclamato per vero. Il mentire, il nascondere o il presentare eventi e persone manipolandone le caratteristiche reali può generare un consenso malsano, perché fondato su un falso che vuole giustificare l’orrendo.
- L’egocentrismo nella follia. Sentirsi superiori in qualità ad un altro essere umano genera un’innaturale desiderio di dominio, nonché inasprisce un’invidia vendicativa qualora non si riesca a costruire il dominio che si brama.
- L’anaffettività totale, come incapacità di provare sentimenti per il prossimo, per la sofferenza altrui e per la fragilità di persone che non possono che soccombere al dolore.
La nostra società sta veramente ricordando questi concetti? Siamo soddisfatti di ciò che siamo? Lavorare in un’ottica inclusiva e di accoglienza significa promuovere leggi eque e bilanciate, nel rispetto dei diritti umani, applicarle con fermezza saggia e contribuire attivamente, come singoli cittadini, a una struttura sociale basata sul giusto rapporto tra il dare e il ricevere, nonché sulla responsabilizzazione che ogni diritto reca con sé.
La giornata della memoria non è il tempo della divisione sull’interpretazione della storia. Deve essere il tempo, per tutti, della riflessione prima personale e, da lì, collettiva: dialogando ciascuno di noi con l’oggettivo squallore di un tale passato, dobbiamo ciascuno di noi trovare risposte concrete per la nostra vita “in società” e per i progetti di cui vogliamo farci portatori. Così, nessuno cadrà nel difetto dell’indifferenza e, non voltandosi dall’altra parte, saprà contribuire a far sì che la decadenza morale e spirituale fautrice di una tale tragedia umana resti indimenticabile, offrendo un sofferto e lancinante spunto per ricostruire avendo imparato da una delle lezioni più importanti che la storia ci ha dato.”


r.a.