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DOMODOSSOLA - 23-07-2021 - Mettere in campo tutte le azioni possibili per una riapertura immediata e definitiva del Punto Nascite dell'ospedale San Biagio o, ancora meglio, di tutti reperti afferenti il Dipartimento materno infantile. Ribadire presso tutti gli organi competenti che saranno messe in campo tutte le azioni utili a impedire ulteriori depauperamenti dell'ospedale di Domodossola. Invitare formalmente tutti i sindaci dell'Ossola a condividere la proposta. E' quanto il sindaco di Domodossola, Lucio Pizzi, propone al Consiglio comunale domese nell'ordine del giorno che sarà votato il prossimo giovedì 29 luglio.

Il sindaco rimarca come sia "accaduto il contrario di quanto era stato promesso", ovvero afferma che il Punto nascite è stato chiuso ed è chiuso. In sintesi il contrario di quanto l'assessore regionale Icardi sosteneva il 20 luglio scorso, dichiarando che il Punto nascite non era mai stato chiuso né sospeso, salvo poi contraddirsi - evidenzia Pizzi - confermando che "si può partorire solo in emergenza". Nella stessa occasione, Icardi aveva assicurato di lavorare per riattivare la normale attività tramite un percorso che richiede la variazione dei parametri ministeriali e l'avvio di bandi per l'assunzione di personale. Tutte dichiarazioni ribadite anche dal consifgliere ossolano Alberto Preioni che il 21 ha confermato al nostro giornale che il punto nascite riaprirà al 100% e che probabilmente dovrà essere gestito da una cooperativa, questo considerando l'attuale scarsità di medici in Italia.

La questione del punto nascite è emersa prepotentemente al dibattito pubblico con l'intervista della Stampa all'assessore Icardi pubblicata il 16 luglio scorso, dove questi dichiarava che il Punto nascite - chiuso da oltre un anno per l'emergenza Covid - non sarebbe stato riaperto per la mancanza di un numero sufficiente di parti, cosa che lo collocava al di sotto dei parametri di sicurezza imposti dal ministero. Nelle settimane precedenti al San Biagio c'erano stati due parti in emergenza: uno al Dea, l'altro al parcheggio; le partorienti non avevano fatto in tempo a raggiungere l'ospedale di Verbania dove avrebbero dovuto dare alla luce i loro bambini.
Il 17 maggio, e poi il 12 luglio e ancora il 14, Pizzi aveva scritto alla direzione dell'ASL chiedendo la riattivazione del Punto nascite. Solo all'ultima mail, puntualizza Pizzi, c'è stata riposta con al dichiarazione della dg che il Punto nascite "non è chiuso e nemmeno sospeso".