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VERBANIA - 21-09-2021 -- Dopo il terremoto politico di venerdì e le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Giovanni Battista Margaroli, si riunisce questa sera la segreteria cittadina del Partito democratico. Le frizioni latenti in maggioranza, dove convivono non senza fatica due anime -il Pd e la corrente del sindaco- sono esplose quando Silvia Marchionini ha voluto forzare la mano. Da tempo premeva sul segretario cittadino Aldo Reschigna per affrontare il nodo d’un rimpasto che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto riguardare il responsabile dell’Urbanistica ma anche quello dei Lavori pubblici, Nicolò Scalfi, dei quali non era (e non solo lei) soddisfatta.

L’ex vicepresidente della Regione ha tenuto botta, rinviando a dopo l’estate il confronto e tergiversando al punto che il primo cittadino, decisa a non farsi logorare, venerdì ha fatto ciò che da tempo aveva annunciato: nominare consiglieri delegati Giovanna Agosti alla Pianificazione territoriale e Fausto Cavallini ai Servizi cimiteriali.

Lo scopo era di mettere pressione ai due assessori. Ha sortito l’effetto solo su Margaroli che, sentendosi esautorato e accompagnato alla porta, se n’è andato e, dimettendosi, ha innescato in questo modo la crisi politica che non è più contenuta tra Palazzo di Città, il partito e i gruppi consiliari.

Sul rimpasto il Pd tace. Nessuna comunicazione ufficiale è uscita dalla segreteria cittadina e da quella provinciale (la segretaria, Alice De Ambrogi, è anche capogruppo Pd a Palazzo Flaim). Si lavora a fari spenti per non alzare ulteriore polverone e per tentare di spostare nuovamente gli equilibri più lontano dalla sfera di influenza di Marchionini, che conta sull’appoggio incondizionato delle civiche, ben leggibile nell’apologetico comunicato stampa diffuso da Massimo Ronchi di Comunità.vb e firmato da Lucio Scarpinato, Giovanni Alba e Fausto Cavallini in cui si elogia “l’intraprendenza e l’efficienza del Sindaco, l'impeccabile velocità nel dare risposte e la concretezza nell’affrontare le questioni” e si liquida Margaroli come assessore a ridotta velocità amministrativa. Le stesse civiche, peraltro, in estate avevano firmato un documento di critica verso l’operato degli assessori volto proprio a sbloccare lo stallo.

Nulla di nuovo, interpreti a parte, perché è il canovaccio del primo mandato Marchionini: un sindaco che decide, spesso in autonomia e tagliando fuori il partito, e che con poco tatto e diplomazia tira dritta per la sua strada.

Al momento la situazione è fluida. Il Pd e Reschigna, peraltro indicato come prossimo presidente del Consorzio dei Servizi sociali del Verbano, vorrebbero chiudere il cerchio il prima possibile e mettere un assessore politico vicino al partito. Che, ironia della sorte, è tutto il contrario di quanto accadde nei primi anni Duemila quando lo stesso Reschigna, sindaco impegnato nella chiusura del Prg, alla morte del suo assessore all’Urbanistica Sereno Bono (ex Pci, in quota Ds), tenne per sé la delega gestendo in prima persona il Piano regolatore e limitando i partiti della coalizione.

Dal canto suo Marchionini vuole una persona con cui meglio si possa relazionare anche perché il principale motivo di attrito con Margaroli è stata l’autonomia con la quale il suo assessore ha gestito alcune pratiche, seguendo una diversa interpretazione del programma elettorale rispetto al suo.

Alle fibrillazioni del centrosinistra, il centrodestra risponde con sottolineature critiche. “Verbania paga un prezzo altissimo al solito metodo Marchionini” - dicono Giandomenico Albertella e “Insieme per Verbania”. Solidarietà all’assessore dimissionario “che dimostra serietà e coerenza” viene da Giovanni Brigatti della Lega.

Al di là delle osservazioni, che paiono più di prassi che di sostanza, la situazione politica della coalizione di minoranza (escluso il M5S, naturalmente) non è meno ingarbugliata. Subito dopo le elezioni è scoppiata la lite sulla decisione di Giandomenico Albertella di accettare il ruolo di presidente del Consiglio comunale, incarico da cui s’è dimesso. Poi s’è spaccata la Lega, che sul tema ospedale ha perso tre consiglieri confluiti in un gruppo autonomo che ora strizza l’occhio a Fratelli d’Italia. Il tutto mentre la componente civica, che ha perso presto Giorgio Tigano -staccatosi per fare il battitore libero- attorno alla leadership di Albertella ondeggia tra l’associazione “Voce Libera” dell’azzurra Mara Carfagna (a Verbania Forza Italia è poco più di una presenza, rappresentata dalla deputata Mirella Cristina) e il partito “Coraggio Italia” di Giovanni Toti.

Tutti, centrodestra e centrosinistra, quasi al traguardo di metà mandato guardano già al 2024, quando Marchionini non sarà più in campo per aver esaurito i due mandati e c’è già chi sgomita per farsi trovare in pole position.