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VERBANIA - 03-07-2022 -- Quei pagamenti li ha ricevuti lui, sulla carta di debito attivata su un conto intestato a lui e che ha consegnato agli inquirenti venuti a perquisire casa. Pagherà con 6 mesi, 15 giorni e 100 euro di multa il 56enne verbanese condannato dal Tribunale di Verbania per due episodi di truffa in concorso.

Uno risale al 2019. Un uomo residente in provincia di Vercelli trovò sul sito subito.it un interessante annuncio per una casa vacanze ad Andora, in Liguria. Per due settimane di luglio gli venivano chiesti 1.200 euro da pagare con una caparra del 30%. La trattativa condotta via telefono e messaggistica andò a buon fine e il cliente dispose alle coordinate bancarie indicategli un bonifico di 400 euro. Per i dettagli si sarebbero accordati in seguito ma, già poco tempo dopo, il vercellese iniziò a sospettare che si trattasse di una truffa, perché l’annuncio continuava a comparire sul sito nonostante la disponibilità della casa non ci fosse più e perché, navigando in rete, vide altri annunci simili, con le medesime fotografie. Esternò queste preoccupazioni alla questura di Vercelli ma i poliziotti gli consigliarono di aspettare a sporgere denuncia fin quando la truffa, a quel momento tentata, non si sarebbe copnsumata. Il giorno fissato per l’inizio del soggiorno, l’uomo si recò ad Andora da solo -nel frattempo aveva già organizzato diversamente le vacanze con la famiglia- accertando che non c’era alcun appartamento da affittare.

Dalla querela le indagini hanno portato al verbanese, persona conosciuta come tossicodipendente con precedenti penali. Che, chiamato in causa, s’è giustificato dicendo di aver ceduto ad altri il proprio bancomat e di averlo riavuto indietro da loro successivamente.

Ciò non ha impedito al giudice di condannarlo. Per fatti simili, peraltro, è in corso un altro procedimento parallelo a carico proprio di alcuni dei soggetti da lui indicati come le “menti” di queste frodi on-line.