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ROMA - 02-06-2022 -- Da Uncem (Unione comuni enti montani) giungono 5 proposte dedicate a territori e comunità per affrontare l’emergenza
dovuta alla crisi idrica di questo 2022. Eccole:

EFFICIENTARE
Occorre subito efficientare le reti idriche - che hanno perdite dal 20 al 60%. Non è ammissibile. Servono 5 miliardi di euro in 5 anni. Il Paese deve investire bene le prime risorse già stanziate nel PNRR (e altre dei POR FESR) e anche - con i gestori del ciclo idrico integrato e le ATO - mettere “in rete le reti” comunali che in moltissime casi non sono in relazione anche per effetto di “campanilismi” da vincere.
Efficientare le reti dei Comuni significa realizzare i depuratori dove non esistono, nei paesi e città che ne sono sprovvisti, con un nuovo piano di investimenti dello Stato.
PIANIFICARE
Pianificare invasi - Uncem lo afferma da vent’anni - vuol dire investir2e nella relazione tra acqua e forza di gravità - tra chi produce e chi consuma il bene - dando dunque pieno ruolo
ai territori montani. Il tema “nuovi invasi”- senza semplificazioni o retorica - deve rientrare
nelle partite del rinnovo delle concessioni idroelettriche delle grandi derivazioni perché serve una pianificazione territoriale vasta, oltre singoli municipi. Nelle valli alpine la risorsa idrica è quasi ovunque stra sfruttata: dove facciamo oggi invasi se abbiamo condotte che attraversano longitudinalmente le valli intere? Se si pianificano invasi, occorre ripensare dove va e come è usata la risorsa, visto che l’acqua disponibile è completamente sottesa.
INCENTIVARE
Ripartiamo dalle case e dagli edifici pubblici. Rendere efficiente l’uso 3della risorsa idrica negli immobili della PA - a partire dalle scuole - e dei privati cittadini significa obbligare -
come per l’installazione dei pannelli fotovoltaici - a installare meccanismi per il recupero e
il riuso delle acque, ad esempio introducendo un credito d’imposta al 100% per acquisto e installazione di questi sistemi, tecnologicamente avanzati, controllati digitalmente, dotati anche di intelligenza artificiale. Crea dunque le tue piccole “riserve domestiche”. Con poche decine di euro compri una cisterna da 300 litri da mettere all’uscita della grondaia: raccogli la tua acqua ad esempio per irrigare il tuo giardino. E vale anche per i condomini.
CONCERTARE
Rendere migliore il ciclo idrico integrato è necessario chiedendo a4lle Regioni - da parte dello Stato - di convocare - anche con le Autorità d’Ambito - tavoli di interazione e concertazione del sistema degli Enti locali, con le Associazioni e i
gestori di acquedotto, fognature, depurazuone, con tutte le multiutilities. Chiedendo che il piano di investimenti annuale dei gestori sia finalizzato non solo alle grandi aree urbane, ma sia distribuito anche nelle aree interne e montane. Per questo, ogni regione deve inserire una percentuale di “ritorno” ai territori sulla tariffa che ciascuna famiglia e impresa paga al gestore, a vantaggio della protezione delle fonti idriche.
REALIZZARE
Realizzare nuovi invasi a uso plurimo della risorsa idrica (potabile, e5nergetica, antincendio, irriguo) vuol dire essere efficaci nelle modalità di concertazione e nei
tempi. Troppo già è stato perso. Troppo tempo passa dall’idea alla prima pietra. Sono necessarie forti regie regionali, nel quadro dei relativi Piani delle Acque, sbloccando il “piano invasi” nazionale oggi assopito.